GOCCE FOSSILI SU UNA QUIETE ARCAICA
1) IL BIANCO E IL NERO CULLANO IL SERPENTE DEL CIELO (part.), 1993 - Tempera su cartone telato, cm 55x45
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2) UOMO E ONDE, 1990/93 Polimaterico, cm 14x20x15
3) UOVO, 1993 Legno, cm 7x4,5x4,5
4) GOCCIA FOSSILE (fronte), 1993 Olio su cartone telato, cm 24x18
5) TELA DIPINTA SU TELA, TELA SU TELA DIPINTA (retro). 1993 Olio su cartone telato, cm 24x18
6) ALBERO DEL MARE, 1990 Polimaterico, cm 21x18x10
7) ALBERO DEL MARE, 1990 Polimaterico, cm 21x18x10
8) ALBERO DEL MARE, 1990 Polimaterico, cm 21x18x10
9) ALBERO DEL MARE, 1990 Polimaterico, cm 21x18x10
10) ALBERO DEL MARE, 1990 Polimaterico, cm 21x18x10
11) IL BIANCO E IL NERO CULLANO IL SERPENTE DEL CIELO, 1993 Tempera su legno e cartone telato, cm 73x45x42
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È
da allora che navigo seguendo la rotta dei
temporali d’estate, sempre
sul limitar di
qualcosa che finisce, non
ho mai smesso di remare. In
quell’epoca, ricordo di aver visto, un
uomo viola che, davanti al mare, contava
le onde. Vidi
anche tante uova di varisauri; e i
colori cangianti degli alberi del mare nel
luogo in cui un giorno sarei stato perché
terra d’Esperia. Poi,
come in tutto ciò che è, ad un tempo, speculare
ed ha anche il rovescio, la
goccia fossile, vidi, in
quel dì di notte, e quindi intrapresi d’un
tratto l’impresa dell’intreccio dei lati di
un quadrato per
dipingere, far vive le
cose sopra l’idea delle cose e una
lunga, grigia, duplice
quiete. G.S.
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