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2)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 60x20

3)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 63x40

4)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 52,5x28

5)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 55,5x28

6)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 57,5x15

7)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 60,5x16,5

8)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 68,5x18

9)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 70,5x33

10)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 47x23

11)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 62,5x37

12)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 63x37

13)
ANTA, 2004
Olio
su tavola, cm 60x50
BIANCO
E ROSSO
feliscatus@sicula.com
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Appena nata, tosto esplosa fin dentro il
petto, la voce acida lacera il collo, prima di arrivare in cima al suo
sparviero destino, al vicolo cieco di una lingua papillosa, alle scarnite
barricate dei denti. La bocca serrata, in fin di forma, precipita, senza
parola alcuna, nell’ultimo rimpianto, quindi, torcendosi, si richiude a
conchiglia; trascinando sensibili stami, arricciando le ridotte labbra,
implode nell’acqua il muto vuoto, un buco univoco di sale. L’urlo e lo
strazio, api in volo ridotte ad aloe di fiamma, a sfiancate faville di
giuochi di fuoco, periscono sparendo, l’uno dall’altro puntato e
colpito. Nell’intimo, di nuovo soli e di nuovo in lotta, ancora più di
prima, tutt’e due, pari a due temerarie cocciniglie, imbibiscono il
tempo. La voce e la notte, ridotte alla minima capienza, si tingono di
sangue.
Tracce di rossi ossi sulle scalinate e prurito al villoso palmo
delle mani intarsiate sugli auricolati portoni.
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