ANTE E CASE DI ANTE
1) ANTE, 2004 - Olio su tavola, cm 156x98
2) CASA DI ANTE , 2004 - Olio su ferro, cm 80x45x110
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3) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 156x104
4) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 82,5x57
5) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 122,5x54,5
6) ANTE, 2004 Olio su tavola, 160x118
7) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 85x88x12
8) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 85x88x12
9) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 86x88
10) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 97x156
11) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 100x160
12) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 70x100
13) ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 120x88
14) ANTE, 2004 Olio su cartone, cm 40x120
15) ANTA, 2004 Olio su cartone, cm 50X50
16) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 60x50
17) ANTA, 2004 Olio su cartone, cm 50x50
18) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
19) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
20) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
21) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
22) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
23) ANTA, 2004 Olio su tavola, cm 50x40
24) ANTA, 2004 Olio su cartone, cm 50x50
25) ANTA, 2004 Olio su cartone, cm 50x50
26) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 61x39x110
27) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 55x25x110
28) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 73x28x110
29) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 61x25x110
30) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 55x25x110
31) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 55x25x110
32) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 65x28x110
33) CASA DI ANTE, 2004 Olio su ferro, cm 97x65x100
34) CASA DI ANTE, 2004 Olio su tavola, cm 40x49x30
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Questi piedistalli li fece un fabbro nel
’91 su miei disegni. Pensati esclusivamente per i dondoli, le sculture
che tanta parte dell’anno prima ebbero, ne studiai l’altezza e le
misure tutte, scultura per scultura, nell’assetto abbinato:
scultura-piedistallo. Scelsi con cura anche il colore, il quale doveva
essere loro proprio ma anche dei dondoli, che, su di essi, vedevo come
adagiati su qualche cosa di molto leggero, negando quasi la stessa
materia, il ferro, di cui erano composti. Sottili, tanto da apparire diafani, in piedi un
po’ oscillavano. I dondoli, anch’essi ondeggianti per moto vibrato e
trasmesso, col chiaroscuro del legno, nella scansione lenta del tempo
usavano parola e meraviglia ad ogni fugace e incoerente contatto. Nel 2004,
tenendoli per le braccia, coricai i piedistalli; e lì, su quei corpi
distesi e lineari, tutt’al più lievemente increspati, su tutti e
quattro i lati dei piani, nell’agosto del 2004, sul ferro freddo e già
smaltato, corpi ancora caldi dipinsi. Le aste, come prolungamenti degli
arti, distanziavano ma tenevano insieme i corpi-case, le superfici
pittoriche rapprese sotto il verbo stasi, speculari e senza possibilità
di distacco o di fuga. Asciutte al suono del vento. Egli, il vento, quattro volte lo vidi – e ripetutamente – imbibito dall’eco delle immagini legate insieme dalla mancanza di voce.
In
essa, domenica ferina e volatile, anche uno dei mobili che stavo
mangiando, privato di due dei suoi cassetti, era una bocca aperta che
chiamava l'urlo. G.S.
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